Creare un sito web potrebbe presto diventare un’operazione molto più simile a conversare con un’intelligenza artificiale che a programmare.
OpenAI sta portando questa idea direttamente dentro ChatGPT con ChatGPT Sites, una nuova funzionalità che permette di creare, modificare, visualizzare in anteprima, pubblicare e condividere siti web interattivi e applicazioni web leggere partendo da semplici istruzioni in linguaggio naturale.
Non si tratta semplicemente di chiedere a ChatGPT di generare qualche riga di HTML.
L’obiettivo è molto più ambizioso: trasformare ChatGPT in un ambiente nel quale idea, progettazione, sviluppo e pubblicazione del sito possono convivere nello stesso flusso di lavoro.
Dal prompt al sito web
Il funzionamento parte da qualcosa di estremamente semplice.
L’utente descrive quello che vuole realizzare:
“Crea un sito personale dedicato all’intelligenza artificiale con homepage, blog, pagina biografica e area dedicata ai miei progetti.”
ChatGPT può quindi occuparsi della costruzione del progetto e presentarne un’anteprima privata.
OpenAI consente anche di richiamare direttamente la funzione attraverso @Sites, specificando nel prompt quello che si vuole realizzare.
Il passaggio interessante è quello successivo.
Il progetto può essere perfezionato continuando semplicemente la conversazione:
“Rendi il design più moderno.”
“Aggiungi una sezione dedicata agli ultimi articoli.”
“Inserisci una dashboard.”
“Modifica il menu.”
“Aggiungi un modulo di contatto.”
“Rendi il sito utilizzabile da smartphone.”
La conversazione diventa quindi, di fatto, l’interfaccia di sviluppo.
Non soltanto siti tradizionali
Il nome “Sites” potrebbe far pensare esclusivamente alla realizzazione di homepage, blog o siti aziendali.
In realtà OpenAI presenta la funzione come uno strumento anche per costruire lightweight apps, cioè piccole applicazioni web interattive.
Tra gli esempi indicati da OpenAI troviamo:
- dashboard interattive;
- strumenti per monitorare progetti;
- calendari di lancio;
- prototipi;
- portali aziendali interni;
- report;
- calcolatori e piccoli strumenti interattivi;
- pagine di onboarding.
Questo cambia considerevolmente la prospettiva.
ChatGPT Sites non vuole essere soltanto un generatore di pagine web, ma un modo per trasformare informazioni, documenti, dati e idee in applicazioni utilizzabili.
File, dati e documenti possono diventare un’applicazione
Una delle caratteristiche più interessanti riguarda proprio il rapporto tra ChatGPT Sites e il resto dell’ecosistema ChatGPT.
Quando si crea un Site è possibile fornire contenuti, file, dati, collegamenti e vincoli che ChatGPT deve utilizzare durante la costruzione.
Immaginiamo, per esempio, di avere un foglio contenente:
vendite mensili, fatturato, clienti, costi, margini e previsioni.
Invece di limitarsi a chiedere:
“Analizza questo Excel”,
potremmo chiedere:
“Crea una dashboard web interattiva che mostri fatturato, andamento mensile, margini e principali KPI.”
Il risultato diventa qualcosa che altre persone possono consultare e utilizzare.
Ed è proprio qui che Sites mostra una delle possibili evoluzioni più importanti dell’intelligenza artificiale generativa: passare dalla generazione di contenuti alla generazione di strumenti.
ChatGPT diventa anche un ambiente di sviluppo
Per anni la creazione di un’applicazione web ha richiesto diversi passaggi.
Idea → progettazione → UI/UX → sviluppo frontend → sviluppo backend → test → hosting → deployment.
Gli strumenti di AI coding avevano già iniziato a comprimere questo processo.
ChatGPT Sites prova a spingersi ancora oltre: l’utente descrive l’obiettivo mentre l’intelligenza artificiale contribuisce a trasformarlo direttamente in un’esperienza web funzionante.
OpenAI descrive Sites come uno strumento capace di creare, ospitare, perfezionare e condividere siti web e web app, evitando in molti casi di dover predisporre separatamente un tradizionale processo di deployment.
Per un programmatore questo non significa necessariamente la scomparsa dello sviluppo software.
Significa piuttosto che cambia il livello di astrazione.
Sempre più spesso il lavoro potrebbe spostarsi dal:
“Come scrivo questa funzione?”
al:
“Come deve comportarsi questa applicazione?”
La vera rivoluzione è l’iterazione
Probabilmente la caratteristica più importante non è nemmeno la generazione iniziale del sito.
È la possibilità di modificarlo conversando.
Un sito tradizionale richiede normalmente di individuare il componente, modificare il codice, verificare il risultato e distribuire nuovamente l’applicazione.
Con un sistema conversazionale possiamo invece chiedere:
“Metti questa sezione prima del blog.”
“Aggiungi un grafico.”
“Questa pagina è troppo complessa, semplificala.”
“Crea una versione mobile migliore.”
“Aggiungi un filtro per anno.”
Il software diventa progressivamente malleabile attraverso il linguaggio naturale.
Ed è forse questo l’aspetto più significativo di Sites.
Pubblicazione e condivisione
Una volta completato il progetto, ChatGPT permette di visualizzarne un’anteprima e, dove previsto, pubblicarlo e condividerlo.
OpenAI ha inoltre introdotto nel settembre 2026 la possibilità, per i proprietari idonei, di condividere un Site con persone specifiche esterne al proprio workspace senza renderlo pubblico.
Il destinatario può utilizzare il sito ma non modificarlo o pubblicarlo.
Questa funzione è particolarmente interessante per aziende e professionisti.
Pensiamo a un consulente che realizza una dashboard per un cliente.
Oppure a un’agenzia immobiliare che costruisce un portale dedicato a un investimento.
O ancora a un’impresa che crea una piccola applicazione destinata esclusivamente a determinati collaboratori.
Sites diventa così anche uno strumento per distribuire rapidamente micro-applicazioni verticali.
Una nuova generazione di “software on demand”
Per decenni abbiamo utilizzato software progettati per milioni di utenti.
Excel deve soddisfare milioni di esigenze.
WordPress deve essere sufficientemente flessibile per milioni di siti.
I CRM devono adattarsi a migliaia di aziende differenti.
L’intelligenza artificiale potrebbe progressivamente introdurre un modello differente:
software costruito per una specifica esigenza, nel momento in cui serve.
Serve una dashboard per una riunione?
La creiamo.
Serve un piccolo gestionale per monitorare venti immobili?
Lo creiamo.
Serve una pagina interattiva per presentare un progetto?
La creiamo.
Serve un calcolatore finanziario personalizzato?
Lo creiamo.
Il software potrebbe diventare sempre più temporaneo, personalizzato e generato su richiesta.
Cosa cambia per programmatori e web agency?
La domanda inevitabile è:
strumenti come ChatGPT Sites sostituiranno programmatori e web designer?
Per i progetti più semplici, probabilmente ridurranno considerevolmente la quantità di lavoro manuale necessaria.
Landing page, dashboard interne, prototipi e piccole applicazioni sono esattamente il genere di progetti nel quale la generazione automatica può diventare estremamente efficace.
Ma sistemi complessi continueranno a richiedere competenze relative ad architettura, sicurezza, database, integrazioni, prestazioni, scalabilità e governance.
Cambierà però il modo di lavorare.
Il programmatore potrebbe progressivamente diventare meno un semplice “scrittore di codice” e sempre più un architetto e supervisore di sistemi generati dall’AI.
Attenzione a sicurezza e dati
La facilità con cui possiamo generare applicazioni non elimina i tradizionali problemi dello sviluppo software.
Anzi, potrebbe renderli ancora più importanti.
Un’applicazione generata dall’intelligenza artificiale deve comunque essere valutata dal punto di vista della sicurezza, della gestione delle credenziali, della privacy, delle autorizzazioni e della protezione dei dati.
Creare software più velocemente non significa automaticamente creare software sicuro.
Questo sarà uno dei punti fondamentali della nuova generazione di strumenti di AI coding.
Disponibilità
ChatGPT Sites è stato introdotto in beta pubblica nel corso del 2026. OpenAI indica che l’accesso e alcune possibilità di pubblicazione dipendono dal piano, dall’area geografica e dalle impostazioni del workspace.
La documentazione ufficiale specifica inoltre che la funzione può essere utilizzata attraverso ChatGPT Work sul web e attraverso Work o Codex nell’app desktop, con la possibilità di richiamare direttamente @Sites nel prompt.
Dal chatbot al costruttore di software
ChatGPT Sites rappresenta soprattutto un altro tassello nella trasformazione di ChatGPT.
All’inizio utilizzavamo ChatGPT prevalentemente per ottenere testo.
Poi sono arrivati programmazione, immagini, analisi dei documenti, ricerca sul web, strumenti, agenti e automazioni.
Adesso la conversazione può trasformarsi direttamente in un prodotto digitale utilizzabile da altre persone.
È un cambiamento apparentemente piccolo ma concettualmente enorme.
Prima chiedevamo all’intelligenza artificiale:
“Scrivimi il codice per creare questa applicazione.”
Adesso possiamo semplicemente dire:
“Creami questa applicazione.”
La differenza tra queste due frasi racconta probabilmente molto bene la direzione verso cui sta andando l’intelligenza artificiale.
Non più soltanto AI generativa.
Sempre più AI operativa, capace di trasformare un’intenzione in uno strumento concreto.
